Panoramica
Un sentito, grandioso, omaggio per celebrare la solennità della Madonna del Cuore ritratta nel dipinto dell’artista settecentesco Sebastiano Conca, opera giunta a Gerano in circostanze miracolose e tali da generare una forte devozione che dura ancora
oggi.
Già nel 1740 il quadro veniva portato in processione per le strade del paese e nel 1742 la Sacra Congregazione dei Riti fissa la solennità della Madonna del Cuore per la domenica successiva alla festa di San Marco (25 aprile). Ne conseguiva l’allestimento della tradizionale infiorata nella notte
precedente la solennità religiosa.
La continuità storica da un lato e l’uso esclusivo di fiori e foglie in un periodo dell’anno che limita lo sviluppo di molte essenze vegetali, rappresentano le caratteristiche impareggiabili dell’ infiorata di Gerano che, nel corso degli anni, ha permesso agli infioratori di dimostrare in numerose occasioni la propria capacità artistica.
Come da documenti conservati nel fondo della Presidenza della Comarca, depositato presso l’Archivio di Stato di Roma, “nel maggio del 1847, in occasione della visita del pontefice Pio IX in Subiaco per l’assunzione della carica di abate commendatario e ordinario dell’abbazia sublacense, il Comune di Gerano impiegò la somma di 20 scudi per fare alcune dimostrazioni in onore del Papa, ossia una distribuzione di pane ai poveri della Comune, l’erezione dello Stemma Pontificio nella Porta
Comunale Maggiore e una Infiorata fattagli eseguire da alcuni geranesi nella di lui venuta in Subiaco” A conferma di quanto riportato nel documento sopra indicato, il letterato romano Giuseppe Checchetelli (1823-1879) nell’ opuscolo conservato nella
Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea del
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, scrive:
FESTE DE’ SUBIACESI ALL’ARRIVO E DIMORA DI PIO IX IN SUBIACO: SUO RITORNO A ROMA,
“Accorso il comune di Gerano terra dell’Abazia a festeggiar pur esso il novello Abate stendeva un tappeto di fiori tra questo e l’arco di PIO VI.
Stavano a capi gli stemmi di PIO IX e del municipio subiacese: svariati disegni ne abbellivano il mezzo, dove precisamente leggevasi questo augurio:
PASTOREM SUMMUM
ET PATREM AMANTISSIMUM
PIUM IX
DILECTISSIMAM HANC SIBI
QUIA EGENTEM SUI GREGIS PARTEM
OMNIMODE MUNIFICEQUE
ADIUTURUM
SOSPITET DEUS
non che la dichiarazione di chi ‘I facesse. Moderatori urbis e-orbis – PIO PP. IX – Ordo et populus
Jeranensis – Anno 1847 Pont. I. – e finalmente questa preghiera
AL SOMMO PONTEFICE
PIO IX
IL GRANDE IL GIUSTO L’IMMORTALE
APPLAUDE DEVOTO
IL SOLERTE POPOLO DI GERANO E BENEFICA ISTRUZIONE
ANCO PER GLI AGRICOLTORI E GLI ARTIERI
NELLE ORE VESPERTINE
IMPLORA
[..]”.
Il tappeto floreale, dedicato alla Madonna del Cuore, che ritrae diverse creazioni e decorazioni e che viene realizzato sul selciato della Piazza dell’infiorata, è composto da un grande rosone circolare e da sette quadri riguardanti tematiche di carattere religioso, solennità e ricorrenze civili, personalità della vita sociale e culturale.
L’opera è completata da un semicerchio terminale e da una greca ornamentale che abbraccia l’intera infiorata. La dimensione degli spazi permette di elaborare figure di ampio respiro che appaiono ben inserite nella cornice naturale della Piazza,
contornata di balconi e gradinate in fiore.
La specificità dell’opera impone tecniche piuttosto sofisticate, ma che consentono una definizione perfetta dei disegni mediante l’uso dei fiori impiegati interi o tagliuzzati e sapientemente combinati dalle squadre degli infioratori, che lavorano l’intera notte al fine di ottenere un meraviglioso effetto pittorico.
I quadri sono di una infinita varietà di tonalità e sfumature, con effetti davvero incomparabili, che ci riportano alla bellezza e perfezione della Creazione, riflessa nella vivacità e nella finezza di una delle sue espressioni più belle, i fiori.
Dopo la Santa Messa, celebrata la mattina del giorno della festa, l’Immagine della Madonna del Cuore viene posta su una “macchina” lignea dorata e portata in processione attraversando le vie del paese, per giungere in prossimità del tappeto floreale che il popolo di Gerano ha devotamente realizzato. Il successivo passaggio sull’ infiorata viene accompagnato dalle commoventi note dell’Ave Maria di Schubert.
All’ imbrunire, dopo la celebrazione dei vespri, il rientro della Confraternita chiude la Festa religiosa, consentendo finalmente ai bambini di mettere piede sull’infiorata e dare inizio alla tradizionale “sciarrata”
Aver affidato a Maria le proprie speranze e quelle dei propri cari, nutrire la consapevolezza di aver degnamente onorato la Vergine, sono i sentimenti che accompagnano i passi degli adulti che tornano alle proprie case sereni e confidenti nella benedizione della loro Madre Celeste.
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Info
- Gerano, RM, Italia